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Benvenuto, HAL 9000!

MCmicrocomputer n° 115, febbraio 1992

Poco più di un mese fa, per la precisione il 12 gennaio 1992, nei laboratori delle industrie HAL ad Urbana, Illinois, è entrato in funzione il primo esemplare di elaboratore della nuova serie 9000. Progettato dal dottor Sivasubramanian Chandrasegarampillai, professore di informatica alla locale università, HAL 9000 è un capolavoro della terza generazione di calcolatori che si basa, come è noto, sui lavori svolti negli anni '80 da Minski e Good sulle reti neurali.

La sigla HAL sta per "Heuristically programmed ALgoritmic computer" ossia "elaboratore algoritmico programmato euristicamente". La caratteristica principale di HAL 9000 è quella di poter riprodurre (ma alcuni filosofi preferiscono usare il termine "imitare") quasi tutte le attività del cervello umano ma ad una rapidità e con una sicurezza di gran lunga maggiori. Fra le moltissime soluzioni tecniche innovative adottate nella sua realizzazione vi è l'interfaccia utente completamente verbale: HAL 9000 è in grado di comprendere il linguaggio naturale parlato e di rispondere in un perfetto inglese idiomatico.

Grande cura è stata posta nella programmazione di HAL 9000, che risponde a moduli di comportamento ricalcati su quelli umani. Il computer riesce con facilità a superare il Test di Turing e ad un osservatore esterno sembrerebbe addirittura dotato di una propria emotività. Ciò è stato predisposto in previsione dell'uso particolare cui tale elaboratore sarà destinato. Com'è noto i computer della serie 9000 saranno i sistemi centrali di bordo sulle due astronavi del grandioso Progetto Giove il cui scopo, lo ricordiamo, è quello di portare entro i primi anni del prossimo secolo un equipaggio umano verso il gigante gassoso del Sistema Solare. L'esemplare di HAL 9000 recentemente entrato in funzione verrà installato sull'astronave Discovery, la cui costruzione inizierà da qui a pochi mesi; un futuro secondo esemplare rimarrà a terra presso il Centro di Controllo Missione della NASA a Huston; un terzo esemplare verrà infine installato sulla astronave gemella Discovery II, che verrà costruita non prima del 2002 ed avrà il compito di riportare sulla Terra il personale della Discovery al termine della sua permanenza intorno a Giove.

Durante i sette anni di durata della missione l'equipaggio della Discovery, o meglio i due soli membri non sottoposti ad ibernazione, si troverà a lavorare costantemente ed a strettissimo contatto con HAL 9000 il quale sarà in pratica il cervello ed il sistema nervoso dell'astronave. È stato dunque per facilitare l'affiatamento fra l'equipaggio e l'elaboratore che quest'ultimo è stato dotato di comportamenti e linguaggio spiccatamente antropomorfi; si pensa infatti che in questo modo esso potrà essere più facilmente accettato sul piano psicologico dai suoi colleghi umani e considerato alla stregua di un vero e proprio membro dell'equipaggio.


Chi non ricorda HAL, il computer "pensante" di "2001 Odissea nello spazio"? Pur vecchio di quasi un quarto di secolo il film di Stanley Kubrick rimane tuttora attuale e perfettamente godibile troneggiando come una pietra miliare nella storia della fantascienza. Grazie al validissimo soggetto di Arthur C. Clarke, alla sceneggiatura degli stessi Clarke e Kubrick ed agli eccezionali effetti speciali di Douglas Trumbull, i personaggi di David Bowman, l'unico astronauta sopravvissuto alla tragedia della Discovery, e di HAL, il calcolatore divenuto nevrotico e quindi omicida per la responsabilità del segreto che porta con sé, sono oramai divenuti figure mitiche che rimarranno per sempre impresse nel nostro immaginario collettivo.

E proprio lo scorso mese ricorreva la "data di nascita" di HAL 9000, il computer onnipresente, onnisenziente ed un po' sinistro che incarna l'archetipo di quel "complesso di Frankestein" che gli uomini da sempre nutrono nei confronti delle macchine. Per celebrare l'avvenimento ho provato a scrivere l'annuncio stampa della supposta prima attivazione di HAL come se fosse una delle normali News di MC. Naturalmente tutte le notizie che ho citato sono rigorosamente ricavate da quanto viene detto sul conto di HAL nel film di Kubrick e nell'omonimo romanzo di Clarke.

Il fatto che tale "notizia" appaia realistica almeno quanto quelle abitualmente pubblicate su queste colonne è sorprendente, e testimonia del grandissimo talento di Clarke come anticipatore scientifico. Perfino il particolare degli studi di Minski e Good sulle reti neurali è frutto dell'immaginazione dello scrittore inglese! Libro e film presero infatti forma fra il 1964 ed il 1968 (addirittura prima dello sbarco sulla Luna!) quando alle reti neurali proprio non ci pensava nessuno.

Forse però Clarke è stato troppo ottimista. In effetti nel "nostro" 1992 calcolatori in grado di superare il Test di Turing agevolmente come HAL ancora non ve ne sono, né sembra vicinissima la loro realizzazione. Va detto che nel romanzo Clarke è stato più prudente, spostando la data di realizzazione di HAL al 2 gennaio 1997. Resta tuttavia la previsione implicita che entro la fine del secolo l'uomo si troverà a fare i conti con macchine "pensanti" da lui costruite ad immagine e somiglianza del proprio cervello.

Questo era in effetti il grande sogno della cibernetica dei primi anni '60, quando si pensava di essere oramai ad un passo dalla realizzazione di macchine in grado di dimostrare formalmente teoremi matematici o di capire un discorso tanto da poterlo tradurre in un'altra lingua. Da allora però molte docce fredde hanno smorzato gli entusiasmi dei ricercatori. La moderna I.A. non solo è molto più cauta nel definire i suoi obbiettivi e nel valutare i propri risultati ma tende a sconfinare nella filosofia molto più di quanto i vecchi cibernetici avrebbero gradito. Ci si è infatti accorti nel frattempo che nell'uomo oltre al cervello c'è anche la mente (se non vogliamo addirittura chiamarla anima), e non è sempre facile capire il funzionamento del tutto.

HAL, ci dice Clarke, aveva una vera mente. Lo afferma anzi lo stesso elaboratore nella sequenza forse più drammatica e memorabile di tutto il film, quella in cui l'astronauta David Bowman entra nel suo centro di controllo per escluderne le funzioni intellettive ad alto livello pur lasciando attivati i meccanismi automatici responsabili del controllo della nave. E mentre lo sconvolto Bowman, unico sopravvissuto alla follia omicida del calcolatore, procede alla lobotomizzazione estraendo uno ad uno i circuiti delle sezioni marcate "reazione conoscitiva", "potenziamento dell'io" ed "autointellezione", HAL prova paura e dice di sentire la sua mente svanire. È la fine di HAL come entità autocosciente quale si era in precedenza autodefinito: è la sua morte cerebrale, per evitare la quale era stato costretto addirittura ad uccidere.

Sulla figura di HAL si potrebbero riempire pagine e pagine. Ma chiudo qui questa celebrazione perché qualsiasi altra riflessione ci proietterebbe inesorabilmente al centro di quel maelstrom turbolento che è il dibattito attualmente in corso fra seguaci della I.A. "forte" e seguaci della I.A. "debole" sui rapporti fra mente, cervello e senso dell'io. Da questa diatriba dai toni aspri tutti sperano di veder prima o poi scaturire indicazioni positive, tali cioè per cui la nostra comprensione di come noi stessi funzioniamo possa essere accresciuta ed eventualmente utilizzata per costruire prima o poi macchine "intelligenti" come HAL. In quel momento anche l'ultima delle previsioni di Clarke sarà realizzata.

Se e quando ciò succederà al momento non è neppure ipotizzabile. La nostra speranza è comunque che esse risultino non solo razionali ma soprattutto ragionevoli...

Articolo pubblicato fra le notizie di MCmicrocomputer n° 115, febbraio 1992
Copyright © 1992, Corrado Giustozzi. Tutti i diritti riservati.

Ultima modifica: 4 settembre 2006
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