Gli editoriali di Byte Italia

1999

Byte Italia n° 11, gennaio 1999

Non so a voi, ma a me il 1999 fa impressione più del 2000. Saranno i tre nove in fila, sarà il senso della vigilia insito nel numero, sarà che il duemila, a furia di essere da trent'anni sbandierato come meta e traguardo di ogni vicenda umana è diventato ormai un trito luogo comune, fatto sta che il 1999 mi sembra una scadenza molto più densa di significati simbolici.

Il duemila ormai è un po' troppo banale: colpa anche di tutte le società di pulizia, contabilità, vigilanza, import/export, arredamento, elaborazione dati, e chi più ne ha più ne metta, che negli anni scorsi hanno inserito un altisonante "2000" nella propria ragione sociale per ammantarsi con una nota di futuribile modernità. Già oggi questi nomi fanno sorridere: ma fra un anno, quando il duemila sarà il presente e non più il futuro, perderanno inesorabilmente il loro fascino e diventeranno logori e un po' patetici.

Da questo punto di vista la scelta di Microsoft di cambiare nome a NT 5 facendolo diventare "Windows 2000" non mi sembra molto azzeccata: tutto ciò che si chiama "2000" suona ormai già vecchio, banale, trito, poco originale. Certo non potevano chiamarlo "Windows 1999", mi rendo conto che sarebbe sembrato un po' apocalittico... e soprattutto avrebbero dovuto davvero farlo uscire nel corso dell'anno, il che non è affatto certo. Sarebbero andati più sul sicuro chiamandolo "Windows 2001", ma la sindrome di HAL 9000 avrebbe certamente gettato la sua sinistra ombra sul prodotto influenzandone negativamente le vendite. Già Windows si imbizzarrisce da solo, di tanto in tanto, meglio non evocare lo spettro del computer più terribilmente autosufficiente della storia. Evidentemente hanno quindi scelto di andare sul tranquillo e optare per il 2000, che è pur sempre un bel numero ad effetto. Già, peccato che al software non abbia mai portato troppa fortuna: lasciando perdere il problema dell'Anno 2000, che pure non è una barzelletta, chi si ricorda più, ad esempio, di Wordstar 2000?

Ecco, il problema dell'Anno 2000. No, pensandoci bene non è nemmeno il bug del millennio a rendermi antipatico il duemila. Quello ce lo siamo cercato davvero col lanternino, e la colpa non è di quel povero duemila che tra l'altro non può proprio fare a meno di arrivare. L'unica cosa incredibile in tutta questa vicenda è che ci sono ancora in giro programmi COBOL vecchi di quarant'anni, che nessuno sa più come modificare. Il software è sopravvissuto ai suoi creatori, i quali mai avrebbero immaginato che quelle linee di codice, scritte magari in gioventù, sarebbero rimaste in esercizio tanto a lungo. "Da qui al 2000 qualcuno avrà trovato qualche soluzione", dicevano per mettersi la coscienza a posto. Ed eccoci qui, a domandarci che succederà tra undici mesi.

A proposito, attenzione comunque al fatto che neppure il 1999 è esente da problemi. Infatti, spesso e volentieri mettere "99" in un campo data a due cifre significa qualcosa di speciale per il programma: generalmente una scadenza "infinita" o qualcosa del genere, comunque nulla a che fare con un "vero" anno 99. E questo problema è forse più diffuso di quello del 2000, ma temo siano pochi ad essersene ricordati per tempo. E adesso è forse troppo tardi.

Ma torniamo al 1999, un anno fatidico in quanto estrema vigilia di un nuovo millennio. L'avventura della Discovery, l'astronave che in "2001: odissea nello spazio" porta l'uomo alla scoperta dell'ignoto su una luna di Giove, inizia proprio nel 1999. E chi non si ricorda della serie TV "Spazio 1999" nella quale si narra dei vagabondaggi della nostra Luna la quale, proprio in quest'anno, abbandona la sua tranquilla orbita terrestre in seguito ad una colossale esplosione nucleare?

E ciò mi porta a pensare che, tutto sommato, la fantascienza è stata fin troppo ottimista: il "nostro" 1999 non è stato in grado di produrre astronavi lunghe mezzo chilometro né computer euristici come HAL 9000, e neppure stazioni orbitanti o basi lunari abitate in pianta stabile. In compenso abbiamo i telefoni cellulari e Internet, i forni a microonde e la TV satellitare; i nostri computer stanno imparando a capire il parlato umano e iniziano a tradurre timidamente da una lingua all'altra; abbiamo appena sparato in orbita la cellula di quella che diventerà una futura base spaziale (ma piccolina, non come quella di 2001) e stiamo timidamente cominciando a pensare ad una missione umana su Marte. Il "nostro" 1999 è forse meno roboante di quello della fantascienza ma sicuramente più vero e, credo, più interessante da vivere.

Sarà forse l'effetto "sabato del villaggio", ma il 1999 mi sta in definitiva più simpatico. E lo auguro sereno e gioioso a tutti voi.

Editoriale di Byte Italia n° 11, gennaio 1999
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Ultima modifica: 4 settembre 2006
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